Collezioni artistiche

 

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 Le collezioni artistiche e le raccolte documentarie della "Fondazione  Pompeo e Cesare Mazzocchi - onlus" di Coccaglio (Brescia)

Parte I – Consistenza materiale di collezioni e raccolte    
L'insieme delle collezioni artistiche e delle raccolte documentarie possedute dalla "Fondazione  Pompeo e Cesare Mazzocchi - onlus" derivano direttamente dal  lascito testamentario di Cesare Mazzocchi che portò alla costituzione della Fondazione stessa. Esse comprendono per la maggior parte oggetti e documenti già appartenuti a Pompeo Mazzocchi (1829-1915) e da lui raccolti nel corso di oltre due decenni di viaggi in Asia e principalmente nei suoi quindici viaggi di andata e ritorno al Giappone tra il 1864 ed il 1881, oltre ad oggetti di uso quotidiano, mobilio e arredamento, ed ai numerosi quadri originariamente afferenti alla dimora di famiglia.
Le collezioni comprendono inoltre, come provenienza dal figlio Cesare Mazzocchi, un cospicuo fondo di oltre duemila tra fotografie e lastre, riprese nei primi decenni del '900 principalmente a Coccaglio e nelle località viciniori, un vastissimo assortimento di dischi e spartiti dello stesso periodo, oltre a strumenti ed apparecchi fotografici e fonoriproduttori dell'epoca.   
Fa doverosamente parte del patrimonio della Fondazione la grande cantina, oggi in disuso, che ospita svariate enormi botti di legno di rovere - alcune delle quali specificatamente datate ai primi decenni del XIX secolo - oltre a materiali e strumenti originali per la vinificazione, ma anche per le operazioni inerenti all' allevamento del baco da seta.       
La breve analisi che si presenta delle collezioni viene qui suddivisa per categorie tematiche:

A) Raccolte relative al Giappone e alla Cina ed alle attività commerciali ed imprenditoriali di  Pompeo Mazzocchi.         
 Si tratta della parte di maggior rilievo artistico e storico-culturale delle raccolte della  Fondazione. Essa comprende opere d'arte ed oggetti artistici propriamente detti, assieme a documenti, corrispondenze e scritti. Riguarda, per quanto concerne gli oggetti d'arte, in misura primaria il Giappone, ma include anche un discreto  numero di esemplari di provenienza cinese. La parte documentaria, pur comprendendo un numero notevole di pezzi originari provenienti dal Giappone, ne include molti altri che riguardano in primo luogo il complesso delle attività imprenditoriali nel campo della seta svolte da Pompeo Mazzocchi dalla metà degli anni '50 alla metà degli anni '80 dell' Ottocento, sia in Italia che in Europa ed in Asia.

In dettaglio:          

A1) -  Oggetti d'arte.                   
 Si tratta di un ampia raccolta comprendente stampe xilografiche originali giapponesi  (ukiyo-e; nishiki-e) della metà del XIX secolo, album di schizzi e disegni di grandi maestri dell' incisione giapponese (pubblicati anch'essi in Giappone alla metà del XIX secolo), rotoli di pittura su carta riproducenti soggetti classici, piante originali a colori di città giapponesi e svariati  altri oggetti dello stesso genere. Vi sono inoltre: armature ed armi da taglio giapponesi di particolare pregio ed alcune di notevole antichità; bronzi, monete, scatole e mobiletti laccati, porcellane  (inclusi alcuni grandi vasi di manifatture molto pregiate), sia giapponesi che cinesi. Le raccolte includono modellini giapponesi in scala di abitazioni e di luoghi di lavoro, bambole ed altri oggetti artigianali.  
A2) - Carte, documenti e altri materiali.                   
Le raccolte comprendono scritti di pugno di Pompeo Mazzocchi ("memorie", lettere, "consigli ai figli", relazioni, appunti, minute, ecc.), assieme a documentazione relativa al commercio effettuato in Giappone e in Cina e di provenienza prevalentemente, ma non solo, giapponese quali note, lettere commerciali, bigliettini, lasciapassare, specimen di timbri ed altri materiali scritti in giapponese o in cinese e del massimo interesse storico-documentario, anche per la loro notevole rarità.  Vi sono inoltre materiali di provenienza consolare o amministrativa quali i passaporti rilasciati dalle nostre autorità a Pompeo Mazzocchi, le richieste del Consolato italiano a Yokohama  alle autorità giapponesi per il rilascio di permessi di transito, i lasciapassare rilasciati dalle autorità ottomane a Pompeo ed a sua sorella Violantina per recarsi in zone dell' interno dell'Impero, o il permesso di transito per recarsi a Pechino.  
Molto materiale è relativo alle transazioni d' affari svolte da Pompeo Mazzocchi a Yokohama con ditte sia italiane che estere, in particolare britanniche, quali polizze di assicurazione, certificati di carico, permessi di trasbordo di valuta pregiata, circolari, e così via.
Di  notevole interesse i materiali di carattere personale, quale il baule di viaggio di Mazzocchi dipinto e decorato con i nomi di città giapponesi o il ritratto della moglie di Pompeo in costume giapponese fatto eseguire in Giappone. Assai rilevante la raccolta di carte geografiche e mappe, con decine di esemplari, acquistate da Pompeo per supporto ai suoi viaggi e che comprendono anche esemplari di notevole rarità e pregio. Mentre un gran numero di queste sono di fattura europea, sono di altissimo valore documentario le grandi carte geografiche originali del Giappone o di parti interne del paese di tarda epoca Tokugawa (1603-1868), una delle quali è interamente acquarellata a mano.          

B) Raccolte provenienti dal figlio di Pompeo Mazzocchi, Cesare Mazzocchi.

B1) - Materiali e strumenti a carattere fotografico (anni 1910-1950) (tra i quali oltre 2000 lastre fotografiche inerenti in via prioritaria a Coccaglio, al Bresciano e ad altre zone della Lombardia);               
B2) - Materiali e strumenti a carattere musicale (anni 1910-1950);               
B3) - Numerosi scatoloni con decine di faldoni di materiali documentari, non inventariati,  inerenti alla gestione delle aziende e delle proprietà di  Cesare Mazzocchi (nel Bresciano ed a Milano) (periodo 1920-1960);              
B4) - Ritratti, quadri, stampe, libri ed oggetti di uso della dimora di famiglia (1850-1960)    

 Parte II – Lo stato attuale della valorizzazione del patrimonio storico-artistico del lascito   Mazzocchi.

Premessa:  L’intervento di ricognizione dei beni artistici di origine giapponese da parte della Japan Foundation.
 Nel corso degli anni ’90, su sollecitazione della presidenza della Fondazione, la sezione Europea della Japan Foundation (1), con sede in Roma presso l’ Istituto di Cultura Giapponese, inviò a proprie spese un’esperta di fiducia per una ricognizione complessiva dei beni di carattere artistico presenti presso la Fondazione Mazzocchi. Il lavoro della Dott.ssa Mayumi S. Koyama ha portato alla compilazione di  un corposo registro composto di  14 volumi contenenti le descrizioni sintetiche, corredate da riproduzione fotografica, di ogni singolo oggetto, inclusa la valutazione dell’epoca di fabbricazione, provenienza, ecc. Il registro è attualmente custodito presso la Fondazione stessa e,  in copia, presso la sede romana della Japan Foundation. Va segnalato che per le competenze professionali dell’ esperto non vennero allora inseriti nella ricognizione i documenti di carattere storico di provenienza giapponese presenti nelle raccolte (per i quali vedi sopra: A2).   

Ricerche e pubblicazioni basate sulle collezioni.
 L’ esistenza di una  tanto ricca collezione artistico documentaria ha stimolato lo studio di essa da parte dei ricercatori. A questo proposito va segnalata la pubblicazione, nel 1999, di un volume sulla vita ed i viaggi di Pompeo Mazzocchi basato per una parte cospicua sui documenti storici conservati presso la Fondazione di Coccaglio come pure con illustrazioni riprese da stampe e fotografie della stessa provenienza, da parte della ricercatrice bresciana Caterina Saldi Barisani (2), che già aveva affrontato l’ argomento in un precedente saggio (3)
In seguito, il Prof. Claudio Zanier, dell’Università di Pisa ha estensivamente utilizzato il materiale documentario e quello artistico per pubblicare, con il sostegno della Fondazione Mazzocchi, le “memorie” di Pompeo Mazzocchi, raccolte in un volume che è già alla sua seconda ristampa (4).
I materiali in oggetto sono stati ancora impiegati per un volume che illustra la relazione di viaggio all’ interno del Giappone di uno dei colleghi di Pompeo Mazzocchi (5) oltre che per illustrare e sostenere parti  fondamentali dello studio complessivo operato dal Prof. Zanier sulle spedizioni commerciali italiane in Giappone nella seconda metà dell’ Ottocento (6).

Mostre e rapporti con enti di ricerca e museali del Giappone       
Nell’ambito delle manifestazioni celebrative di Italy in Japan (2001), promosse dal nostro Ministero degli Esteri, una mostra specifica, dedicata ai rapporti italo-giapponesi per i commerci della seta  nell’ Ottocento, si è tenuta presso il Nippon Silk Center della prefettura di Gunma in Giappone (7). Assieme alla Fondazione Civiltà Bresciana, la Fondazione Pompeo e Cesare Mazzocchi – onlus ha preso parte all’ allestimento della mostra inviando numeroso materiale sia artistico che documentario proveniente dalle sue collezioni.   
I rapporti così stabiliti con enti e con autorità giapponesi hanno portato alla messa in canitiere di un progetto per un impegnativa mostra relativa ai rapporti tra Brescia ed il Giappone nel campo della seta dalla metà dell’ Ottocento sino alla metà del secolo successivo (8). Oltre al Nippon Silk Center erano stati presi accordi operativi per la mostra con la Tokyo University of Agricultural Technology ove ha sede la maggiore raccolta di stampe xilografiche sulla seta del Giappone (Suzuki Collection), con l’ Atsugi City Museum di Kanagawa e con alcuni dei  più importanti esperti del settore, quali il  Dr. Segi Hideyasu (che negli anni ‘50’ e ’60’ aveva operato nel Bresciano e nel Bergamasco per installarvi le filande da seta automatizzate della ditta Nissan). L’iniseme del progetto per la mostra avrebbe utilizzato in maniera sistematica gli oggetti, i materiali ed i documenti presenti presso la sede della Fondazione a Coccaglio.  
Per la realizzazione infine del volume sul viaggio all’ interno del Giappone nel 1872 di uno dei colleghi di Pompeo Mazzocchi, si sono avuti dei proficui contatti con i ricercatori della città di Ueda (prefettura di Nagano) – tappa finale del viaggio in questione – e con gli esperti della locale università di Shinsu.   

Visitatori giapponesi e manifestazioni  
 Le mostre, le pubblicazioni e gli scambi di esperienze e di esperti, hanno portato ad una serie di visite di appassionati giapponesi alle collezioni della Fondazione a partire dal 2001. Tali visite si sono ormai fatte frequenti e regolari e non passa anno senza che si preannunci uno o più gruppi di visitatori. Da parte loro le autorità consolari giapponesi in Italia hanno spesso presenziato di persona alle manifestazioni di volta in volta organizzate presso la Fondazione per accogliere gli ospiti giapponesi.          

 

Note:

1) Organismo governativo incaricato, tra le altre cose, della identificazione, valorizzazione e tutela dei beni culturali giapponesi presenti al di fuori del Giappone.

 2) Saldi Barisani, Caterina, Pompeo Mazzocchi. La vita e i viaggi,  Fondazione Civilta’ Bresciana, Brescia 1999.

3)  Saldi Barisani, Caterina, i bresciani sulla via della seta nella seconda metà dell’ Ottocento, in La via bresciana della seta, Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 1994, pp. 121-137.

4) Zanier, Claudio, Il Diario di Pompeo Mazzocchi.1829-1915, Fondazione Pompeo e Cesare Mazzocchi, La Compagnia della Stampa, Roccafranca  (Brescia), 2003.

5) Bresciani, Cesare, Viaggio nell' interno del Giappone (1872), a cura di C. Zanier, Fondazione Pompeo e Cesare Mazzocchi, CLEUP, Padova 2006.

6) Zanier, Claudio, Semai. Setaioli italiani in Giappone (1861-1880), CLEUP, Padova 2006.

7)  Sericultural Exchange between Italy and Japan in the Middle of 19th Century – Mazzocchi, Shimamura and Italian Silk Costumes, Nippon Silk Center, Gunma (Japan), 2001. 

8) Per ragioni amministrative la realizzazione della mostra, che si doveva svolgere nel 2006, è stata provvisoriamente sospesa e rinviata a data da destinarsi.